BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Complesso di Santa Maria la Nova

«Se po’ chiammà li Patre de la Nova, pocca no niervo e n’arco accossì ffino te perciano na preta de molino» (N. Capasso, L’Iliade di Omero in lingua napoletana, IV, 29)

Santa Maria la Nova I Patre de la Nova ovvero i Frati Minori che vivevano all’interno della chiesa di Santa Maria La Nova, costruita nel 1279 per volere di Carlo d'Angiò che, per far spazio alla costruzione del Maschio Angioino, aveva fatto abbattere la vecchia chiesa di Santa Maria ad Palatium, fondata, secondo la tradizione, nel 1216 assieme al convento dei Frati Minori dallo stesso San Francesco durante la sua venuta in città.

La nova chiesa con annesso l'omonimo convento venne così edificata in una nuova area adiacente la torre Mastria, prospiciente l’area del porto. Alcuni sostengono che la sua realizzazione fosse opera di Giovanni Pisano, altri invece che il progettista fosse un architetto francese giunto a Napoli a seguito di Carlo d'Angiò; probabilmente era di stile gotico, suddivisa in tre navate. Tra il 1596 e il 1599 la chiesa fu oggetto di restauri affidati ad Agnolo Franco; nel corso del XVII secolo si susseguirono poi diversi lavori che interessarono il rifacimento del soffitto ligneo, del coro, e degli interni in stile barocco con l'uso di stucchi e dorature, oltre che della facciata, che si presenta, secondo uno stile tipico del XVII, divisa in due ordini verticalmente da paraste e orizzontalmente da una trabeazione.

Tramite una scalinata in piperno, adornata da una balaustra in marmo, realizzata nel 1606, si accede aSanta Maria la Nova (chiostro)l portale d'ingresso, chiuso tra due colonne in granito e sormontato da un'edicola con un bassorilievo raffigurante la Vergine.L’interno è a navata unica, a Croce Latina con sette cappelle su ogni lato; tra tutte spicca quella di San Giacomo della Marca, costruita nel 1504, dove si segnalano gli affreschi della volta con Episodi della vita del santo di Massimo Stanzione (1644- 1646). Di notevole pregio la cupola, affrescata con Storie della Vergine e profeti da Belisario Corenzio, la soffittatura in legno dorato, composta da 46 dipinti eseguiti fra il 1598 e il 1603 da noti artisti napoletani, fra cui Francesco Curia, Girolamo Imparato, Fabrizio Santafede e Belisario Corenzio e l’altare maggiore realizzato su disegno di Cosimo Fanzago.Di rilievo, inoltre, il chiostro piccolo, il cui porticato è sorretto da colonne ioniche in marmo, e l’ex refettorio, dove si conserva l’Andata al Calvario di Andrea da Salerno (1514 ca.). Leggenda vuole che qui sia sepolto il conte Vlad III di Valacchia, meglio noto alla letteratura moderana con il nome di Conte Dracula, portato qui dalla figlia Maria, giunta a Napoli sotto il regno di Ferdinando d'Aragona, andando in sposa a  Giacomo Alfonso Ferrillo. A sostegno di tale suggestiva ipotesi sembra che il blasone delle due famiglie Blada e Ferrillo fosse un dragone, lo stesso che compare  sul sepolcro che si trova all'interno del chiostro. 

Santa Maria la Nova Santa Maria la Nova (facciata particolare)Santa Maria la Nova (chiostro)Santa Maria la Nova (interno)Santa Maria la Nova (particolare soffitto)