BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Le fontane del Lungomare

Le fontane del Lungomare

Tenendosi alle spalle il Castel Nuovo le meraviglie sono tante!

Poco distante si intravede il giardino del Palazzo Reale sorvegliato dai cavalli di bronzo posti sulla cancellata. Al palazzo si accederà dall’entrata sita nell’ariosa Piazza del Plebiscito dopo aver sorpassato leggermente il Teatro San Carlo. Prima di entrare nella piazza sulla destra vi è la storicissima Via Toledo.

Nella piazza risalta la Basilica di San Francesco di Paola, che sembra quasi cingere in un immenso abbraccio il visatatore. Un gioiello del neoclassicismo italiano, la cui cupola ricorda il Pantheon di Roma, ricca di tante particolarità, tra cui quella di presentare un altare rovescio.

A sinistra della piazza, Via Cesario Console, per i napoletani la Salita del Gigante, digrada verso il mare e apre pian piano la vista sul Vesuvio che, giunti a Via Nazario Sauro, sembra quasi di riuscire ad  afferrarlo!

Proseguendo su questa, si giunge alla Fontana del Gigante, divenuta poi dell’ Immacolatella. Il suo disegno neoclassico costruito sapientemente dagli scalpellini di Pietro Bernini e Michelangelo Naccherino dà un particolare tocco scenografico al luogo, nonostante la fontana, raminga, fosse stata progettata per Piazza del Plebiscito e nella sua storia abbia avuto diverse collocazioni.

A poca distanza si erge maestoso sull’isolotto di Megaride, nel punto in cui Napoli fu fondata, il Castel dell’Ovo. Secondo una leggenda, infatti, a reggere il castello ci sarebbe un uovo, nascosto nelle segrete dal poeta Virgilio.

La Via Chiatamone, poco distante, il cui significato di "luogo di ristoro e riposo" o "ricco di platani" è indicativo dell’atmosfera che si respira nell’intero Borgo di Santa Lucia, di cui sia la Fontana del Gigante che il Castello fanno parte.

Il Borgo di Santa Lucia, oltre a legarsi intimamente alla fondazione di Napoli, nel corso della storia è stato spesso al centro delle scelte politica dei vari governanti, dai Vicerè che si interessarno del suo abbellimento urbano, fino ai Borbone che crearono stretti rapporti  coi "Luciani". Ed ancora fu tappa del Grand Tour e luogo di soggiorno di grandi personaggi oltre che scenario di importanti episodi storici e, nella più recente storia di Napoli, oggetto del cosiddetto Risanamento.

Vicino al borgo sorge la collina di Pizzofalcone, divenuta parte della città solo in età aragonese, anche se la sua storia comincia con la fondazione della città, continua con la villa di Lucio Licinio Lucullo del I secolo a.C. e coi monaci basiliani del VII secolo.

Proseguendo lungo il percorso si arriva alla Riviera di Chiaia e a Via Caracciolo, strade ricche di vita che fiancheggiano la Villa Comunale, l’antica Villa Reale del Vicerè Medinacoeli.

Alexandre Dumas padre la paragonò  al Giardino delle Tuleries francese, definendola "la più bella e soprattutto la più aristocratica passeggiata del mondo", arricchita dalla presenza della stazione Stazione Zoologica Anton Dohrne inframezzata di numerose sculture, architetture monumentali, busti di uomini illustri, e soprattutte fontane.

Tra le tante quelle più importanti sono la Fontana della Tazza di porfido e la Fontana di Santa Lucia.

La Fontana della Tazza di porfido posta in un grande piazzale all’apertura della Villa è detta "delle paperelle" per la curiosa abitudine delle oche e delle papere, in passato, di nuotare nella tazza proveniente dalla Cattedrale di San Matteo di Salerno.

La Fontana di Santa Lucia, come denota il richiamo al nome del borgo, originariamente era posta sul lungomare in un luogo in cui attraverso dei gradini era garantito l’accesso all’acqua sulfurea che i Napoletani erano soliti bere.

Di sicuro non si è ancora sazi di meraviglie!

Usciti dalla Villa Comunale, sarà naturale voler ancora proseguire lungo Via Caracciolo per godere appieno del mare vicinissimo e di un’atmosfera di vera suggestione a piedi o col tandem.

Una suggestione che aumenta a Mergellina, cantata e conosciuta per la sua aria romantica.

Non molto lontano e prospiciente il mare vi sono la Fontana del Sebeto, omaggio ad un simbolo della città, a Largo Sermoneta e l’incompiuto, seicentesco Palazzo donn’Anna.

Percorso 4