BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Fontana di Santa Lucia

La Fontana di Santa Lucia frontale«Viene mo cchiú ’ncoppa e bide chille dueje, un ommo e na femmena, nude comme le fece la mamma: ora chisse erano de Chiaja, ed accossí avare che facevano ghire li fegliule a la nnuda, che la ’state, cuotte da lo sole, mentre cammenavano pe chell’arene parevano gente de l’Afreca. Ora perché isse accacciajeno sta brutta osanza, pe castigo, se bè erano belle giuvane, fujeno mannate a sto monte, addove pe lo luongo viaggio arrevate tutte nude, ’n sentennome parlare deventajeno doje statole: le quale porzí saranno n’auta vota mannate a Napole e poste a la fontrana de Chiaja, primma d’arrevare a lo Sciatamone.» (P. Sarnelli, Posilicheata, III, p. 62).

Nella Villa Comunale, tra alberi e giardini, si trova attualmente la fontana che come raccontano le fonti fu l’orgoglio degli abitanti del quartiere di Santa Lucia, da cui prende il nome. L’opera, ideata per una strada costeggiante in alto sul mare con lo sfondo meraviglioso del golfo e del Vesuvio, venne realizzata per volere del viceré Juan Antonio Pimentel de Herrera conte di Benavente che ne ordinò la realizzazione nel 1606 a spese del Corpo di città come abbellimento della strada che dal largo di Palazzo portava alla chiesetta di Santa Lucia a Mare. Disegnata dall’ingegnere Alessandro Ciminiello, la fontana fu affidata tra il 1606 ed il 1609 agli scultori Michelangelo Naccherino e Tommaso Montani, all’opera dei quali si affiancarono vari altri collaboratori minori.

La Fontana di Santa Lucia sul lungomare

Nel corso dei secoli più volte cambiò la collocazione di tale opera. Già nel 1620 per volere del viceré Gaspare Borgia, fu spostata più vicino al mare e collocata sulla banchina in prossimità della sorgente di acqua sulfurea della zona. Successivamente nel 1844 Ferdinando II a completamento dei lavori di allargamento di via Santa Lucia portò in quel luogo la fontana, come ricordano le due iscrizioni sulla struttura stessa.La collocazione attuale venne assunta infine nel 1895, nell’ambito dei lavori di colmata del borgo di Santa Lucia.Opera di carattere squisitamente manieristico, la fontana presenta una struttura scenografica ed è posta all’interno di una grande vasca che ne fa da base. La parte centrale, incorniciata da paraste in cui si trovano raffigurati pesci e molluschi marini, si caratterizza per un arco a tutto sesto all’interno del quale trova posto lo “scoglio” su cui tre delfini reggono la tazza circolare da cui zampilla l’acqua. Ai due lati della struttura, invece, due telamoni che reggono capitelli e sormontano delfini fanno da cornice a due archi pieni in cui si trovano le incisioni fatte aggiungere da Ferdinando II e i due bassorilievi raffiguranti immagini di Nettuno e della ninfa Anfitrite sua sposa. Alla sommità risalta infine la lapide in cui si celebra il viceré Juan Antonio Pimentel Herrera e in un timpano spezzato lo stemma vicereale.

La Fontana di Santa Lucia frontaleLa Fontana di Santa Lucia vista dal lato sinistroLa Fontana di Santa Lucia sul lungomareLa Fontana di Santa Lucia cartolina