BUN Biblioteca Universitaria di Napoli

Villa Comunale

«Accossì, doce doce passeianno, se nne iero nfra Chiaia e Mervoglino…» (N. Corvo, Storia de li remmure de Napole, Iornata Ottava, 39 1-2)

Villa comunale di Napoli nell'OttocentoLa Riviera di Chiaia è stata da sempre vissuta come una vivace zona di passeggio. Un primo intervento risale al 1697, quando il viceré duca di Medinacoeli la fece pavimentare, abbellendola con un doppio filare di salici e 13 fontane. Successivamente, Ferdinando IV volle che qui vi fosse costruita una villa, e ne affidò i lavori  a Carlo Vanvitelli, figlio del più noto Luigi, che furono eseguiti tra il 1778 e il 1780, che si avvalse della collaborazione del giardiniere reale Felice Abbate. L’architetto s’ispirò sicuramente ai noti giardini francesi delle Tuileries, creando lunghi viali paralleli, arricchiti da statue di gusto neoclassico come quelle della Flora, dell’Ercole e del Toro Farnese, oggi al Museo Archeologico Nazionale, sostituito poi dalla fontana della tazza di porfido. Il lato che dava verso il mare era contraddistinto da due file di gradini adibiti a sedile, mentre all’ingresso principale si trovavano due casini simmetrici che ospitavano caffè e botteghe. Non a caso quello che era il Real Passeggio di Chiaia o Villa Reale, dal momento della sua inaugurazione, avvenuta l’11 luglio 1781, fu definita dai napoletani più semplicemente la Tuglieria; l’ingresso era consentito alla sola nobiltà, mentre era vietato ai servitori e ai poveri.

Nel 1807 Giuseppe Bonaparte affidò agli architetti Stefano Gasse e Paolo Ambrosino il progettoVilla comunale di Napoli nel Novecento di prolungare il tracciato della villa, creando un’area a boschetto con sentieri e aiuole, secondo un ideale romantico dell’epoca, risistemando nella zona cosiddetta vanvitelliana numerose statue, copie di originali romani, greci e rinascimentali, opere degli scultori Tommaso Solari e Giovanni Violani; i lavori si ultimarono nel 1834, con l’aggiunta anche di un galoppatoio, raggiungendo l’odierna piazza della Repubblica, che diedero alla villa temporaneamente la denominazione di Villanova, che dal 1869 cambierà in Villa comunale, nome con cui ancora oggi è conosciuta. Successivamente, a seguito della realizzazione della colmata di via Caracciolo, la villa si estese quasi fino al mare, fu abbattuto l’ingresso di Vanvitelli, e ne fu realizzato uno nuovo sull’attuale piazza Vittoria. Nel Marzo del 1872 fu inagurato la stazione zoologica “Anton Dohrn”, mentre alla fine del secolo scorsa furono costruite la Casina pompeiana utilizzata dalla società di Belle arti e la Cassa armonica opera di Enrico Alvino. I più recenti interventi di restauro, dopo anni di abbandono e incuria, risalgono tra il 1997 e il 1999, ad opera di Alessandro Mendini.

Villa comunale di Napoli Villa comunale di Napoli nel NovecentoVilla comunale di Napoli nell'OttocentoVilla comunale di Napoli (Stazione Zoologica Anton Dohrn oggi)Villa comunale di Napoli (Stazione Zoologica Anton Dohrn)